Giovedì
03 Dic 2009
ore 18,07
da Web
Da Stefano:

ari moby

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Giovedì
03 Dic 2009
ore 18,01
da Web
Da Stefano:

W Moby Dick!

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Giovedì
03 Dic 2009
ore 17,34
da Web
Da Stefano:

Questo blog è mortale...

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Giovedì
03 Dic 2009
ore 14,41
da Web
Da Stefano:

Questo è un blog fantastico!!!

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Venerdì
27 Nov 2009
ore 18,50
da Web
Da Stefano:

Testo & body

Ciauz

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Martedì
03 Nov 2009
ore 08,44
da E-mail
Da Stefano:

Moby dick

Ismaele decide di mettersi in mare come marinaio e spiega che nella sua anima alberga la malinconia. Una nostalgia indicibile lo spinge a prendere il largo. Si tratta di qualcosa di irrinunciabile. Ognuno ha una misteriosa attrazione per ciò che pure potrebbe costituire un pericolo mortale. Come il suicida si getta sulla spada, così Ismaele non può fare a meno di affrontare il mare. In realtà sono molti i newyorkesi attratti dal mare, che contemplano con desiderio, sognando viaggi e terre lontane, oltre le navi attraccate al molo. Vorrebbero per una volta lasciare la loro vita monotona, ma sono troppo legati ai loro mestieri sulla terra, inchiodati alle scrivanie e ai tavoli da lavoro. Alcuni di essi provenienti dai vicoli più scuri, sembra vogliano tuffarsi, ma si fermano sul limite dell'acqua. Ad Ismaele sembra che ogni strada porti all'acqua, anche quando uno cammina nel deserto o in un sentiero di campagna. L'uomo tende all'acqua, forse senza neanche accorgersene. Anche nei quadri paesaggistici, il pittore, inconsapevolmente, riserva alla corrente di un fiume il primo piano. Senza questa straordinaria importanza dell'acqua non si spiegherebbero i viaggi per contemplare le cascate del Niagara, l'emozione di sentirsi al largo e la sacralità attribuita al mare dagli antichi Persiani e Greci. Non dimentichiamoci il mito di Narciso, che nelle acque si tuffa e annega volontariamente. Quindi Ismaele, che fa il marinaio, può godersi il mare, oltretutto essendo pagato per questo, a differenza dei passeggeri che devono pagare per navigare. La Provvidenza volle che Ismaele, marinaio mercantile, si mettesse in testa, stavolta, di andare a cacciare balene. Anche lui provava una misterioso richiamo proveniente da quell'animale prodigioso e smisurato. Egli si prefigura la lotta con l'animale e, soprattutto, i luoghi remoti in cui l'incontro-scontro sarebbe avvenuto. Anche se pericolosa, in fondo la balena è, per Ismaele, semplicemente un altro inquilino del pianeta terra, da non ignorare del tutto, come un vicino di casa. Per tutto ciò, Ismaele è pronto a fare i conti con lo spettro inquietante delle sue visioni: la balena bianca.

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Lunedì
02 Nov 2009
ore 09,34
da Web
Da Stefano:

Moby dick

Ismaele decide di mettersi in mare come marinaio e spiega che nella sua anima alberga la malinconia. Una nostalgia indicibile lo spinge a prendere il largo. Si tratta di qualcosa di irrinunciabile. Ognuno ha una misteriosa attrazione per ciò che pure potrebbe costituire un pericolo mortale. Come il suicida si getta sulla spada, così Ismaele non può fare a meno di affrontare il mare. In realtà sono molti i newyorkesi attratti dal mare, che contemplano con desiderio, sognando viaggi e terre lontane, oltre le navi attraccate al molo. Vorrebbero per una volta lasciare la loro vita monotona, ma sono troppo legati ai loro mestieri sulla terra, inchiodati alle scrivanie e ai tavoli da lavoro. Alcuni di essi provenienti dai vicoli più scuri, sembra vogliano tuffarsi, ma si fermano sul limite dell’acqua. Ad Ismaele sembra che ogni strada porti all’acqua, anche quando uno cammina nel deserto o in un sentiero di campagna. L’uomo tende all’acqua, forse senza neanche accorgersene. Anche nei quadri paesaggistici, il pittore, inconsapevolmente, riserva alla corrente di un fiume il primo piano. Senza questa straordinaria importanza dell’acqua non si spiegherebbero i viaggi per contemplare le cascate del Niagara, l’emozione di sentirsi al largo e la sacralità attribuita al mare dagli antichi Persiani e Greci. Non dimentichiamoci il mito di Narciso, che nelle acque si tuffa e annega volontariamente. Quindi Ismaele, che fa il marinaio, può godersi il mare, oltretutto essendo pagato per questo, a differenza dei passeggeri che devono pagare per navigare. La Provvidenza volle che Ismaele, marinaio mercantile, si mettesse in testa, stavolta, di andare a cacciare balene. Anche lui provava una misterioso richiamo proveniente da quell’animale prodigioso e smisurato. Egli si prefigura la lotta con l’animale e, soprattutto, i luoghi remoti in cui l’incontro-scontro sarebbe avvenuto. Anche se pericolosa, in fondo la balena è, per Ismaele, semplicemente un altro inquilino del pianeta terra, da non ignorare del tutto, come un vicino di casa. Per tutto ciò, Ismaele è pronto a fare i conti con lo spettro inquietante delle sue visioni: la balena bianca.

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Sabato
31 Ott 2009
ore 16,40
da Web
Da Stefano:

Halloween!

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Lunedì
26 Ott 2009
ore 09,29
da E-mail
Da Stefano:

Prova da mail

La ricerca meetic!


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Lunedì
26 Ott 2009
ore 09,10
da Mobile
Da Stefano:

La mela

Buona, sana e nutriente, l'importante è che sia senza pesticidi!

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